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Mercato dell'usato

Tutto iniziò nel 1998 quando un giovane poco più che trentenne decise di mettersi in gioco sfidando un ambiente bellunese forse ancora acerbo e insufficientemente aperto a un sistema di contovendita dell’usato che aveva già trovato riscontro nelle vicine province trevigiane e vicentine; gli bastò entrare in uno di questi magazzini pieni di passato, sentire l’odore di antico o semplicemente di vissuto, percepire l’energia di oggetti appartenuti a qualcuno con una curiosa storia alle spalle, come avessero un nome e cognome, per decidere che questo sarebbe stato il suo impegno nel futuro. Fu così che nacque Portobello, inizialmente un magazzino vuoto, deposito di mobilia varia recuperata dai parenti e dagli amici, da chi voleva disfarsi di cose che non utilizzava più o che sperava di poter rimediare qualcosa dalla vendita di beni.

Mercato oggetti usati

Ma cos’è oggi Portobello? Intanto è un’icona dei tempi e della mentalità in evoluzione in questi anni in cui il riciclo non è piu’ una moda ecologista o l’esigenza moderna di fare spazio nella propria casa per riempirla di cose nuove, ma è una nuova necessità di risparmiare, perché come si diceva una volta, non ci si può più permettere di sprecare nulla; inoltre si percepisce una maggiore attenzione verso gli altri nel pensare di dare l’opportunità a persone con meno possibilità di permettersi degli acquisti ad un prezzo inferiore, e anche una chiara e maggiore autoconsapevolezza di non voler soddisfare l’era del consumismo con tutti i suoi meccanismi compulsivi che spesso divora la dignità dell’individuo pensante. Infatti negli anni, proprio perché Portobello è cresciuto e ha imparato dal cliente, è maturato in quelle che sono le sue sfaccettature ed esigenze, come “La Panchina”: è effettivamente una panchina posizionata davanti all’entrata del negozio in cui vengono depositati gli articoli che non soddisfano i criteri di vendibilità, ma magari qualcuno può trovarne un riutilizzo dandogli una nuova vita; il cliente che porta la sua merce in conto vendita stabilisce se destinare gli articoli non selezionati all’esposizione della “panchina” o se portarli a casa; piacevolmente interessante che sempre più clienti adottino questo primo sistema che rivela una crescente sensibilità altruistica; inoltre questi articoli possono essere prelevati anche fuori orario di negozio, quindi anche le persone più bisognose possono conservare la loro privacy.

Abbigliamento usato

Oggi Portobello è uno spazio di 850 metri quadrati dove si possono trovare circa 20.000 articoli dei generi più disparati; dal mobile al lampadario, dall ’abito nuziale al body bimbo, dal set di tazzine da collezione al quadro d’autore, dal fumetto o vinile ricercato al best sellers dell’anno, proprio perché il cliente è vario e si cerca di andare incontro alle sue aspettative che spesso cambiano nel tempo; infatti in genere chi varca la soglia del negozio può essere il collezionista a caccia di tesori nascosti oppure un proprietario di immoblili da affittare che deve dotare un appartamento di qualche comodità o anche un turista che si emoziona nel trovare qual particolare oggetto che lo catapulta nella sua infanzia.
Oggi anche il reparto abbigliamento inaugurato in agosto 2010, sorvegliato con circospezione al suo albore e decollato solo di recente, sta dando un’immagine del bellunese che sa riconoscere l’importanza di economizzare anche sulla merce di uso quotidiano come il vestiario, scarpe, borse e accessori; anzi, per qualcuno è un divertimento, un passatempo, ogni giorno entrare e scrutare gli ultimi arrivi; perché essenzialmente Portobello è anche e soprattutto questo, un luogo di incontro di culture e realtà diverse nella condivisione, dove le persone non fanno la spesa, ma si confrontano, si rilassano e cercano di identificarsi in altre realtà, si allontanano dai consumismi più comuni e dimenticano che esistono lo spazio e il tempo, perché non c’è futuro senza passato.

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